Cosa fare a San Vito lo Capo? A tutto Trekking nella Grotta dei Cavalli!

Abbiamo preparato questa escursione in modo da scoprire insieme questi capitoli di storia della bellissima località di San Vito lo Capo e della Grotta dei Cavalli, in movimento e in compagnia.

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Totale: 150,00 € 
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San Vito lo Capo, e in genere buona parte delle coste sicule, per la sua storia morfologica, presenta tantissimi scorci naturali, insenature, grotte e falesie a strapiombo sul mare. Situata nella provincia di Trapani, custodisce alcune delle grotte più belle, sia per i reperti storici che si possono ammirare, sia per il percorso immersi nella natura e i panorami sul mare che offre. Tra queste spicca la Grotta dei Cavalli e, se sei in vacanza e ti stai chiedendo Cosa fare a San Vito lo Capo, fare trekking è un'ottima idea!

L'itinerario inizia dal villaggio di pescatori di San Vito Lo Capo, oggi rinomato centro turistico posto all’estremità settentrionale del basso promontorio calcareo che chiude a ovest il bacino del golfo di Castellammare. Si imbocca la strada asfaltata di via Faro fino a raggiungere il Faro di Capo San Vito, realizzato durante il Regno Borbonico tra il 1854 e il 1859, superato il quale, il sentiero procede lungo una scogliera solitaria e selvaggia che fiancheggia la falesia calcarea dove si aprono calette e grotte prodotte dall’erosione marina durante le fasi interglaciali.

La Grotta dei Cavalli è la più suggestiva: la cavità è posta in posizione sopraelevata, tanto da sfiorare l’orlo dell’altopiano. Alla base della grotta sono presenti grossi massi crollati dalla volta che rendono alquanto movimentata l’ascensione verso l’imboccatura dell’antro.

Nella parte più interna della parete di destra si dispiega un complesso pittorico costituito da numerosi elementi dipinti in rosso, datati in epoca eneolitica. Un primo gruppo di raffigurazioni, più vasto, è costituito da figure astratte di aspetto geometrico e da complesse articolazioni lineari. Un secondo gruppo comprende alcune figure antropomorfe filiformi, alcune delle quali a doppio tridente. Tra queste raffigurazioni compare anche un arciere che insegue una figura zoomorfa.

Il rientro riprende il percorso dell’andata fino ad intercettare la via Calamancina, da cui si raggiunge il porto.

Altre informazioni

Lunghezza: 7,27 km
Durata: 3 h
Difficoltà: T (Turistico)
Quota massima: 42 m
Quota minima: 4 m
Dislivello salita: 75 m
Dislivello discesa: - 75 m
Pendenza massima salita: 1,03 %
Pendenza massima discesa: - 1,03 %
Note: Obbligatorio scarponi da trekking

Note di carattere generale per le escursioni

Prima della partenza

Sul luogo dell’appuntamento si farà una breve riunione con i partecipanti per spiegare l’itinerario programmato nei suoi vari aspetti e ricordare le norme di anti contagio da Covid-19 vigenti. Ricordiamo che tutti i partecipanti devono essere dotati di mascherina (da indossare in caso di necessità normativa) e gel disinfettante. In caso di presenze superiori a 20 persone, le comitive saranno suddivise in 2 gruppi e a ciascun gruppo saranno assegnati 2 accompagnatori che avranno il compito di guidare l’escursione e vigilare sul rispetto delle norme di adesione.

Equipaggiamento

Attrezzatura

Per partecipare all’escursione è obbligatorio avere scarponi da trekking, con suola antiscivolo a carrarmato (tipo Vibram), caviglia medio/alta, impermeabili (consigliati tipo Goretex); poi è necessario avere uno zaino da montagna, (consigliato con spallacci imbottiti, schienale con struttura eventualmente staccato dalla schiena), con scarico cintura in vita. Per le escursioni giornaliere la capacità giusta è 20-30 litri (deve essere abbastanza capiente per contenere cibo, acqua, giacca a vento, maglione di pile, cappello, guanti, luce frontale, fischietto, kit di pronto soccorso, farmaci personali e altro), in generale non deve arrivare sotto il sedere né superare la testa. Per i trekking di più giorni, invece, è necessario uno zaino più grande (40-50 litri). E’ consigliato e raccomandato l’uso dei bastoncini da trekking che aumentano la sicurezza.

Abbigliamento

In montagna bisogna vestirsi secondo stagione, ma sempre essere pronti ai cambiamenti di tempo. Quindi, oltre al vestiario che si indossa (pantaloni o bermuda leggeri comodi e resistenti – no jeans! -, calzini, maglietta a maniche corte leggera e traspirante, maglia a maniche lunghe) bisogna mettere sempre nello zaino materiale per il sole (occhiali da sole, cappello da sole con visiera, crema solare, protezione solare labbra), freddo (maglione di pile, guanti, fascia tubolare di pile), vento (giacca a vento leggera e impermeabile), pioggia (mantella, oppure giacca e copri pantaloni impermeabili, ghette). Naturalmente se si va in montagna di inverno bisogna portare vestiario caldo e pesante e non dimenticare guanti, cappello invernale, fascia o sciarpa per la gola.

Alimentazione

Non dimenticare infine di portare sempre una borraccia con acqua (almeno 1-1,5 litro, no bevande gassate! In inverno è consigliato tè caldo), una merenda energetica (frutta secca, barrette di cereali, cioccolata), cibo per il pranzo a sacco (panini con salumi, formaggio, parmigiano, frutta, ecc.) kit pic nic (non inquinante).
NOTA: evitare di bere latte la mattina, perché può dare problemi di stomaco in auto/bus.

Di seguito trovi il PDF della Dichiarazione di Manleva liberatoria di responsabilità, da scaricare e compilare.

Sarà un'esperienza unica e liberatoria, ideale per immergersi nella natura e scaricare ogni fonte di stress. San Vito lo Capo escursioni alla scoperta della Grotta dei Cavalli, parti all'avventura con MooWay!

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